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Sebbene lo spirito e le tradizioni culturali e religiose Celtiche siano sopravvissute al trascorrere dei secoli, si conservano pochi reperti concreti e testimonianze scritte in merito, sia perché i Celti non erano soliti tramandare il loro sapere in forma scritta o figurata – ed anzi, lo consideravano sacrilego -, sia a causa di saccheggi e vandalismo perpetrati dalle popolazioni che si sono succedute nel corso del tempo e della storia.

Ciò che è sopravvissuto finora sono soprattutto piccole prove dello stile di vita quotidiano di questo affascinante popolo, del quale arte, guerra e religione erano gli aspetti più tipici e caratteristici.

Nel corso del Festival Irlandese di Roma sarà possibile ammirare innanzitutto la riproduzione di un tradizionale villaggio Celtico, all’interno del quale verranno riproposte tutte le attività praticate dai suoi abitanti nel corso della giornata: dalla cucina alla fermentazione della birra, dalla narrazione di fiabe e leggende ai rituali di Druidi e sacerdoti, dall’addestramento militare alla divinazione con le rune.

Un vero e proprio tuffo in questo affascinante passato, che i visitatori potranno anche vivere in prima persona, partecipando in compagnia dei personaggi che popoleranno questo pittoresco villaggio e concedendosi un’esperienza insolita ed emozionante immersi nella cultura Celtica!

MONILI E GIOIELLI

jewelsSi potranno anche ammirare riproduzioni di monili: la gioielleria era infatti una delle arti più famose e ricercate del popolo Celtico, soprattutto per la sua immensa varietà di forme. Le fogge più semplici, derivate dal mondo classico, erano la spilla e la fibula, il cui modello era un antico gioiello simile a una spilla di sicurezza, prodotto sin dall’epoca della civiltà micenea.

L’ornamento personale più prestigioso era tuttavia rappresentato dal collare metallico spesso realizzato con fili intrecciati di rame o d’oro; tali monili nacquero nelle regioni orientali e in origine erano indossati esclusivamente dalle donne.

Oltre ad essere riservati ai ceti sociali più alti, i collari acquisirono anche un significato religioso. Infatti le divinità celtiche venivano sempre raffigurate con questi monili e spesso tali gioielli erano usati come offerte votive.

REPERTI RELIGIOSI

crossI siti destinati al culto comprendevano recinzioni sacre, ma anche strutture più complesse, quali pozzi, forse collegati al culto della terra, in cui venivano gettate le vittime di sacrifici (uomini in caso di necessità o animali), spade e altre offerte votive. Anche una serie di elementi naturali aveva significato religioso: l’agrifoglio e il vischio, ad esempio, erano sacri, così come le querce e i boschi. Gli animali erano venerati come totem tribali; era inoltre praticata l’arte divinatoria, interpretando il volo degli uccelli o le viscere delle vittime sacrificali. Questo compito era affidato ai Druidi, i sacerdoti degli Dei.

Gli antichi resoconti affermano che ai Druidi spettavano gli incarichi del sacerdozio, dell’educazione religiosa e dell’amministrazione giudiziaria e civile.

Il potere supremo era detenuto da un Arcidruido all’autorità del quale erano sottoposti gli altri druidi; quando questi moriva, a succedergli era il più autorevole ma se la scelta si rivelava difficile la decisione veniva presa tirando a sorte oppure con un duello. Esistevano tre classi di Druidi: profeti, bardi e sacerdoti propriamente detti, assistiti da profetesse o maghe dotate di minor potere e privilegio; i Druidi praticavano particolarmente l’astrologia e la magia, e conoscevano i misteriosi poteri di animali e piante. Uno dei loro compiti consisteva nel convincere il popolo che l’anima era immortale e che dopo il decesso passava da un corpo all’altro, cosa che costituiva uno dei principali incentivi del valore militare.

 REPERTI MILITARI

celtic-swordsTestimonianze di armi ed utensili da guerra sono giunte fino a noi grazie ai reperti rinvenuti nei vari mausolei Celtici distribuiti tra Irlanda, Inghilterra e Francia (terra degli antichi Galli, popolo di origine Celtica reso famoso anche dalla lunga guerra intrapresa contro l’esercito Romano di Giulio Cesare, che ne trattò approfonditamente nel suo De Bello Gallico).

I mausolei funebri erano infatti destinati ad ospitare le spoglie mortali di principi e grandi condottieri, che secondo la tradizione venivano seppelliti con le loro armi così da poter affrontare senza rischi il viaggio verso l’Aldilà.

I resti degli scheletri di principi e guerrieri rinvenuti in questi sepolcri sono stati fondamentali anche per lo studio dell’arte bellica dei Celti: infatti grazie ai segni ed alle cicatrici rinvenute è stato possibile determinare sia il tipo di armi privilegiate in battaglia, sia le modalità con cui esse venivano utilizzate. Al tempo stesso, sono anche simboli del carattere combattivo e dell’attitudine alla lotta di questo popolo: a volte sono stati ritrovati scheletri sprovvisti di arti a causa di ferite di guerra, ed addirittura sono state ritrovate le spoglie di un guerriero che si fratturò il cranio per ben due volte nell’arco della sua breve vita!

Particolare altrettanto emblematico è la collocazione ravvicinata di sepolcri dei guerrieri a tombe destinate ad “ospiti” femminili: simboleggia infatti come anche le mogli, le madri e le figlie dei grandi condottieri fossero altrettanto degne e meritevoli di rispetto ed onori.

 


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